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UN PERCORSO DI CONOSCENZA E DI ARRICCHIMENTO INTERIORE ALTRUI

 

Il mio pensiero alla fine della lettura del libro è stato quello di sorpresa e di ammirazione per un uomo che dotato di qualità innaturate indubbie, ha cercato sempre di capire e si è dato delle spiegazioni. Siamo di fronte ogni giorno a persone, in ogni campo, che dotate di qualità, le sfruttano vivendo di rendita. La sincera ammirazione deriva dalle profonde riflessioni che hanno portato Mario ad elaborare una filosofia dell’esistenza, degli esseri viventi e delle relazioni energetiche che li correlano. Non è un libro di facile lettura, ma non mi sembra che Mario abbia voluto scrivere un romanzo per scalare le classifiche di vendite. È un libro che impone profonde riflessioni; porta chi lo legge a riconsiderare molte nostre semplicistiche credenze. Non so se il libro e le iniziative del comitato, serviranno a smuovere l’establishement, a riconsiderare la bioenergia e i bioterapeuti; di sicuro sarà un percorso molto lungo. Il cammino và cominciato comunque; se non altro per dare un segnale di riconoscenza ad un uomo che rifiutando un facile arricchimento personale, ha sempre perseguito con dignità, un percorso di conoscenza e di arricchimento interiore altrui.

Dott. Giuseppe Mario Ludovico
Direttore U.O. Urologia

"HO INCONTRATO IL DOLORE E L'HO STUDIATO"

Può essere questa la chiave della vita di M.M. e del libro che la racconta.

Il dolore in tutte le sue forme: dolore fisico – dolore dell’anima. Il fascino per chi soffre e la voglia di alleviare il dolore. La predisposizione scoperta sin da bambino e la meraviglia di vedere che “le carezze” guarivano: salvavano il gatto, facevano riprendere vita alla pecora, ridavano energia allo stallone. Pian piano la consapevolezza di poter intervenire sul dolore riducendo lo squilibrio energetico che lo provoca. Lo studio, l’applicazione e risultanti entusiasmanti.

Il ragazzo del prezzemolo, che ha già avuto modo di sperimentare sugli animali e sulle piante la forza dell’energia trasfusa, scopre che anche le persone traggono giovamento, stanno meglio, arrivano a stare bene, scopre che la sua predisposizione è una missione: alleviare il dolore.

Si impone ritmi e modi di vita inusuali, osserva, sperimenta, deduce, applica. 30.000 persone curate sono il risultato ad oggi della missione. Impressionante.

Eppure M.M. si preoccupa di non essere considerato pazzo perché si rende conto che la sua missione è fuori dai canoni ordinari della scienza, del sapere noto.

La forza di M.M. è di essere partito dal livello zero, senza il bagaglio di conoscenze e di nozioni che chi sperimenta si porta dietro e che mette a base delle nuove scoperte.

M.M. parte dall’osservazione della natura, ne scopre le regole, ne trae le conseguenze per affinare il suo metodo di intervento sul dolore.

Le sue osservazioni e le sue sperimentazioni lo portano a stabilire dei principi che sono quasi del tutto noti alla scienza (psicologia, sociologia, medicina, astrofisica, fisica) solo che la scienza ci è arrivata con apporti successivi in uno spazio di tempo non breve, M.M. ci arriva, con nudi metodi empirici, solo con l’osservazione della natura.

Quello che conclude M.M. è che la natura ha in sé la forza per combattere il dolore, per ripristinare l’equilibrio proprio delle cose. Il suo metodo è un metodo antico, nato con l’uomo: l’energia della vita.

L’indifferenza o il rigetto della scienza ufficiale rispetto al metodo antico e naturale applicato da M.M. è probabilmente causato dalle dette qualità del metodo. La scienza ufficiale che è protesa ad andare avanti, è mirata al progresso, non può ammettere di aver dimenticato qualcosa per strada e non può costringersi a tornare indietro per riprenderla. Meglio ignorare, denigrare (non è scienza ufficiale).

Eppure 30.000 persone si sono accorti di quello che la scienza ufficiale ha lasciato per strada, di quello che la scienza ufficiale ha scartato, e ne hanno avuto giovamento.

La capacità di M.M. è quella di aver messo a punto il metodo, di aver imparato a reclutare la sua energia e a convogliarla nelle mani ma l’energia era già nella natura e l’equilibrio\squlibrio era già riconoscibile.

Lo scopo di M.M. è proprio quello di fare in modo che la scienza ufficiale si fermi a recuperare il bagaglio abbandonato e lo metta tra i suoi utensili.

Questo libro è una mano protesa.

Si attende la risposta.

Renzo Simeone
Avvocato

"BIOTERAPIA": QUESTA SCONOSCIUTA!

Chi si accosta alla bioterapia si scontra in primis con un termine ostico, di cui, peraltro, spesso sono fornite informazioni scarne e insufficienti. Poi, la prima volta in cui si entra in uno studio di un bioterapeuta, si riscontra la schiettezza di questa pratica: due sole mani profuse con impegno e serietà a pochi centimetri di distanza dal corpo del paziente. E allora si sentono tremori indotti da questa energia naturale, nonchè un calore benefico e un relax improvviso. Non credo, però, che chi mantiene il proprio scetticismo in materia sia incoraggiato dal proprio specialista a perseverare nelle sue convinzioni, ma attribuirei la responsabilità alla disinformazione imperante sulla medicina alternativa, e nello specifico sulla bioterapia. Le risatine e il sarcasmo che possono accompagnare tale pratica sarebbero un ingiusto tributo ad una terapia il cui studio è ancora in fieri, ma per cui si assiste a timidi tentativi di sponsorizzazione tramite incursioni in trasmissione televisive di reti nazionali, o articoli su riviste mediche. Sicuramente provare su se stessi un ciclo di sedute di pranoterapia fornirebbe una dimostrazione tangibile degli effettivi benefici che ne risultano, rivolgendosi, ad esempio, a Mario Muolo - mio bioterapeuta - che opera a Monopoli, in provincia di Bari. Perchè, quindi, rivolgersi a pratiche esoteriche, magiche e non altrimenti attestate, o, al contrario, assumere subito medicinali destabilizzanti nei loro effetti collaterali, invece di provare a sottoporsi ad una seduta di bioterapia?

 

Chiara Sorino
Giornalista

AL CAV. MARIO MUOLO CON SENSI DI STIMA

 

Tra l’onde tempestose,

Mario, non sei solo,

c’è sempre l’approdo al molo (u’Muolo),

per trovar salvezza.

Con il cuor d’amico

ti dico d’esser felice

di donar salute e gioia

e fugar dolore e noia

con il dono che il ciel ti dette:

le tue mani benedette.

 

 Mons. Angelo Catarozzolo

 

PERCHE' SI IGNORA CIO' CHE RECA SOLLIEVO A TANTI SOFFERENTI?

 

Conosco il Cav. Mario Muolo da anni. Settimanalmente, quando mi è possibile, mi reco nel suo studio per fare il pieno di energia vitale, preziosa per far fronte agli acciacchi che non mancano con l’avanzare degli anni.

Ogni volta incontro molte persone variamente bisognose di cura che si affidano al contatto delle mani del Cav. Mario Muolo. Attraverso una articolata documentazione scritta, attestano di ricavarne grandi vantaggi.

Mi chiedo: come mai la medicina ufficiale continua a diffidare e ad ignorare una metodologia che da anni reca sollievo a tanti sofferenti?!

+Domenico Padovano
Vescovo

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